
Fino a domenica 25 maggio 2008
Espongono:
Astrid - Asturi - Bigàl - Caldara - Carbone - Di Lieto - Donaggio - Ferraro - Giannino - Franco Gracco - Tiberio Gracco - Kodra - Margheri - Miranda - Sessa
La Primavera è una stagione felice per gli artisti, e non solo. Stimola a pensare, a immaginare, a rinnovarsi. Gli artisti che espongono in occasione di questa mostra di pittura, grafica e fotografia ne sono un esempio attuale.
La donna, così immersa nel risveglio della natura nelle opere di Franco Gracco, si abbandona agli abbracci amorosi nei quadri di Asturi e di Giannino. Il sole, che splende alto sugli Scavi ritratti da Ferraro, offre conforto alla bagnante di Bigàl. Ma la Primavera porta con sé anche un'aria nuova, fresca, ricca di sentimento, voglia di scoprirsi. Da questa ventata di freschezza sembrano agitati gli "omini" di Tiberio Gracco, ora volanti al seguito di un aquilone, ora appesi a un filo come panni stesi ad asciugare. Questi solo alcuni dei tanti spunti di riflessione che la mostra suggerisce. Gli altri è giusto che sia il visitatore attento, immedesimandosi in questa "Primavera dell'arte", a scoprirli e a farli propri.
Plinio Caio Gracco
Orario di visita: 10-13 dal martedì alla domenica.
Lunedì chiuso
www.MuseoGracco.it
Info: tel. 0818613784 - museo@gracco.it
30 aprile 2008
Pensieri di primavera al Museo Gracco
Metting dei giovani Pompei 2008
Si svolgerà mercoledì 30 aprile e giovedì 1 maggio il Meeting Nazionale dei Giovani di Pompei, il tradizionale incontro giunto alla XXII edizione, che riunisce ogni anno nella cittadina campana più di 15.000 ragazzi da tutto il Meridione oltre che dal centro Italia. L’evento, che è stato presentato il 5 aprile scorso in Conferenza stampa a Roma dall’Arcivescovo-Prelato di Pompei, S.E. Mons. Carlo Liberati, ha per tema il brano scelto da Papa Benedetto XVI per la prossima Giornata Mondiale della Gioventù, in programma a Sydney dal 12 al 21 luglio 2008 «Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni» (At 1,8).
Parteciperanno all’evento, in due giorni di incontri con le scuole, tavole rotonde, momenti di preghiera e di festa, testimoni del mondo ecclesiale e personaggi noti nel panorama italiano della cultura, musica, sport e spettacolo: Mons. Giovanni D’Ercole, FDP, Capo Ufficio della prima sezione della Segreteria di Stato della Santa Sede; Don Cesare Bissoli SdB (Coordinatore del settore apostolico Biblico Nazionale della CEI e professore all’UPS, Padre Alex Zanotelli, comboniano, Dott. Magdi Cristiano Allam, Vice-direttore ad personam del Corriere della Sera; Prof. Alessandro Meluzzi, Psicoterapeuta e animatore culturale; Don Nicolò Anselmi, Direttore del Servizio Nazionale di Pastorale Giovanile; Don Francesco Riccio, Responsabile Regionale del Servizio Pastorale Giovanile – Campania; Suor Elvira Petrozzi, Fondatrice della Comunità Cenacolo, Francesco Baccini, Cantautore e musicista, Manuela Aureli, Attrice e imitatrice, Daniele Stafani, Cantante, Roberto Bignoli, tra i più popolari cantautori di ispirazione cristiana in Italia e all'estero; Pietro Pignatelli, Attore e Cantante; Rita Coruzzi, UNITALSI - Milano; Valter De Maggio, Giornalista Sportivo, Pier Didoni, Othello e Tiziana Manenti, Cantanti; Salvatore Bagni, Calciatore.
Presentano:
Marco Federici, Servizio Nazionale di Pastorale Giovanile; Francesca Fialdini, inviata della rubrica religiosa “A Sua Immagine”, Rai 1, Pietro Pignatelli, attore .
PROGRAMMA
Mercoledì 30 aprile
Ore 09.30 – 12.00 (Istituto B. Longo – Teatro Di Costanzo Mattiello)
Incontro con le scuole di Pompei
Interverranno:
• Mons. Carlo Liberati, Delegato Pontificio e Arcivescovo di Pompei
• Pietro Pignatelli, attore nel Musical dal tema sulla legalità “E’ Lunga la Notte”
• Ing. Giovanni Malesi, Responsabile giovani di Azione Cattolica - Nola
• Prof. Alessandro Meluzzi, Psicoterapeuta e animatore culturale
• Dott. Magdi Cristiano Allam, Vice direttore del “Corriere della Sera”
Ore 17.00 – 19.00 (Sala Marianna De Fusco)
Tavola Rotonda sul tema: “… Mi sarete Testimoni …fino agli estremi confini… ”
Interverranno:
• Moderatore: don Francesco Riccio, Responsabile Regionale del Servizio Pastorale Giovanile - Campania
• Mons. Carlo Liberati, Delegato Pontificio e Arcivescovo di Pompei
• Mons. Arturo Aiello, Vescovo di Teano Calvi
• Prof. Alessandro Meluzzi, Psicoterapeuta e animatore culturale
• Dott. Antonio Virgilio Capo Missione Medici Senza Frontiere- Italia
Ore 19.30 Veglia di Preghiera in Santuario.
Ore 21.30 Festival dei Giovani (Istituto B. Longo – Teatro Di Costanzo Mattiello)
Giovedì 1° Maggio
Ore 9.00 Accoglienza
Ore 9.30 Preghiera Mattutina
Ore 10.00 Catechesi e momento musicale
Ore 11.30 Marcia per la Pace
Ore 12.00 Celebrazione Eucaristica in Santuario
Ore 13.30 Pranzo
Ore 15.00 Testimonianze e momento musicale
Ore 19.00 Preghiera serale
Ore 20.30 Musical “Non Abbiate Paura”, scritto e interpretato dai ragazzi della “Comunità
Cenacolo” di Suor Elvira Petrozzi.
05 dicembre 2007
Il trono della Villa dei Papiri - Ad Ercolano rinvenuto un soglio in legno e avorio
Eccezionale ritrovamento della Soprintendenza di Pompei, presentato in una conferenza stampa nell’ex Chiesa di Santa Marta a Roma. Si tratta di un prezioso trono di età romana, in legno e avorio, il primo esempio di questo tipo di arredo ad essere giunto sino a noi dall’antichità. Di questo tipo di soglio, infatti, si possedevano fino ad ora solo riproduzioni figurative come, ad esempio, quella del trono su cui siede Afrodite in una famosa pittura della Villa della Farnesina. Gli archeologi che hanno rinvenuto i reperti sottolineano l’enorme pregio dei materiali impiegati e la complessa articolazione delle decorazioni a rilievo.
“Si tratta di un rinvenimento eccezionale - ha spiegato il Soprintendente di Pompei Pietro Giovanni Guzzo, illustrando un video che ricostruisce lo scavo, il ritrovamento e i momenti del restauro - . E’ il primo trono originale di epoca romana conservatosi fino a noi. La forma del sedile, nonostante la sua ovvia frammentarietà è immediatamente riconoscibile”. “A tale unicità - sottolinea il Soprintendente - si aggiunge quella, non meno splendida, di essere un arredo impreziosito da lastre in avorio, figurate a bassorilievo con scene riferibili al culto di Attis. L’insieme cosìrecuperato ci indica come solamente grazie ad una attività di scavo attenta e minuziosa è possibile aumentare la nostra conoscenza della complessiva cultura materiale delle antiche città vesuviane”.
I reperti sono affiorati tra la fine di ottobre e la metà di novembre nell’area archeologica attualmente interessata da lavori per la salvaguardia, il restauro e la valorizzazione, eseguiti dalla Soprintendenza archeologica di Pompei con fondi europei nell’ambito del Progetto Integrato “Pompei, Ercolano e Sistema archeologico Vesuviano” (POR Campania 2000-2006). Si tratta della stessa area che negli anni scorsi ha restituito due magnifici reperti, una testa di Amazzone e una statua di figura femminile panneggiata.
Sono per ora stati attribuiti al “trono di Villa dei Papiri” il tratto iniziale del montante dello schienale e due gambe diritte, di forma parallelepipeda, alte circa 45 cm, provviste di foro rettangolare per la traversina di collegamento, in parte conservata nella gamba posteriore.
Molti frammenti degli altri elementi costitutivi della struttura e della decorazione di rivestimento continuano a venire alla luce nello scavo in laboratorio e alcuni di essi potrebbero anche appartenere a un secondo mobile realizzato con la medesima tecnica.
Il prezioso soglio presenta la struttura lignea delle gambe rivestita da un’impiallacciatura di avorio decorata a rilievo, di spessore variabile da 1 a 8 millimetri.
La decorazione a rilievo consiste in ampie baccellature culminanti in scene figurate di carattere cultuale nella parte superiore, più ampia rispetto al resto della gamba e di forma arrotondata; su questa doveva poggiare a incastro il piano di seduta quadrangolare.
Nella scena rappresentata sulla faccia esterna della gamba posteriore è raffigurato il dio frigio Attis, presso un pino sacro, nell’atto di raccogliere pigne per offerte rituali; nella seconda gamba sulla faccia esterna è rappresentata una scena di offerta a un’erma di Dioniso itifallico che su un vassoio reca una pigna, mentre sulla faccia interna è un’erma di Satiro con una pigna, un pomo e un altro frutto sulla base. Attorno all’erma si affollano due Amorini: l’uno reca la cista mistica contenente il fallo, l’altro ha appena svelato la stessa cista. In alto a destra si staglia l’immagine di due grandi cembali. I rilievi contengono quindi molti elementi che rievocano l’atmosfera delle Attideia, le cerimonie che commemoravano la morte e la resurrezione di Attis, consorte e vittima della dea Cibele, introdotte dall’imperatore Claudio (41-54 d.C.) nel calendario romano.
Ad illustrare i reperti insieme al Soprintendente Guzzo anche la direttrice degli scavi di Ercolano Maria Paola Guidobaldi e il dott. Ernesto De Carolis, responsabile del Laboratorio di restauro della Soprintendenza e studioso di mobili di epoca romana.
L’area del rinvenimento
Negli anni 1996-1998, nell’area archeologica convenzionalmente denominata “Scavi Nuovi” sono state portate alla luce strutture appartenenti a diversi complessi monumentali, nessuno dei quali risulta esplorato nella sua interezza: 1) un settore della suburbana Villa dei Papiri, ove si riconoscono il quartiere dell’atrio e due livelli ad esso sottostanti; 2) il crollo di una struttura monumentale posta in posizione avanzata verso il mare e che probabilmente fa ancora parte della Villa dei Papiri; 3) una porzione di un isolato della città, la cosiddetta insula nord-occidentale, alla quale appartengono alcuni ambienti relativi a un complesso termale e un’ampia porzione di un edificio residenziale.
L’intera area archeologica è attualmente interessata da lavori per la salvaguardia, il restauro e la valorizzazione, eseguiti dalla Soprintendenza archeologica di Pompei con fondi europei nell’ambito del Progetto Integrato “Pompei, Ercolano e Sistema archeologico Vesuviano” (POR Campania 2000-2006).
L’obiettivo principale di questi lavori, con particolare riguardo alle vere e proprie operazioni di scavo archeologico, è quello di realizzare le opere più urgenti e indispensabili per migliorare la sistemazione generale dell’area, per chiarire e rendere comprensibile ai futuri visitatori l’articolazione delle strutture archeologiche messe in luce negli anni passati e per impostare al meglio le successive progettazioni di sistemazione e di restauro del sito.
Durante le operazioni di pulizia della struttura monumentale prospiciente il mare sono emersi cospicui resti appartenenti a un prezioso soglio di legno rivestito di avorio finemente decorato.
Il trono/solium: struttura e decorazione
Il recupero dei pregiati e delicati frammenti è stato eseguito fra i primi di Ottobre e la metà del mese di Novembre 2007, ma le operazioni di microscavo in laboratorio dei blocchi di deposito vulcanico che inglobano molteplici elementi lignei sono ancora in corso da parte dei restauratori. Da quanto fino ad ora recuperato è sembrato possibile attribuire gli elementi a una sedia con schienale verticale e braccioli identificabile con il trono/solium.
L’eccezionalità del rinvenimento risiede non solo nel fatto che di questo tipo di seggio si possiedono nel mondo romano solo riproduzioni figurative (ad esempio il trono su cui siede Afrodite in una pittura della Villa della Farnesina), ma anche nell’enorme pregio dei materiali impiegati e nella complessa articolazione delle decorazioni a rilievo.
Sono per ora attribuibili a questo pregiato manufatto il tratto iniziale del montante dello schienale e due gambe diritte, di forma parallelepipeda, alte circa 45 cm, provviste di foro rattangolare per la traversina di collegamento, in parte conservata nella gamba posteriore. Molti frammenti degli altri elementi costitutivi della struttura e della decorazione di rivestimento continuano a venire alla luce nello scavo in laboratorio e alcuni di essi potrebbero anche appartenere a un secondo mobile realizzato con la medesima tecnica.
Per quanto è possibile fin d’ora osservare, il prezioso soglio presenta la struttura lignea delle gambe rivestita da un’impiallacciatura di avorio decorata a rilievo, di spessore variabile da 1 a 8
millimetri e in grande misura ancora aderente al supporto ligneo. Il colore bruno assunto dall’avorio è dovuto probabilmente alla migrazione e all’assorbimento dei tannini contenuti nel
legno. Il retro dell’impiallacciatura, osservabile sui frammenti distaccati, mostra evidenti segni di lavorazione, ossia sottili incisioni contro fibra, praticate per facilitare la presa dell’adesivo utilizzato, riscontrato in tracce e ancora in fase di analisi per l’identificazione.
La decorazione a rilievo consiste in ampie baccellature culminanti in scene figurate di carattere cultuale nella parte superiore, più ampia rispetto al resto della gamba e di forma arrotondata; su questa doveva poggiare a incastro il piano di seduta quadrangolare.
Nella scena rappresentata sulla faccia esterna della gamba posteriore è raffigurato il dio frigio Attis, presso un pino, albero a lui sacro, nell’atto di raccogliere pigne per offerte rituali; nella seconda gamba, probabilmente l’anteriore destra, sulla faccia esterna è rappresentata una scena di offerta a un’erma di Dioniso itifallico, forse da parte dello stesso Attis, che su un vassoio reca una pigna, mentre sulla faccia interna è un’erma di Satiro con una pigna, un pomo e un altro frutto sulla base; attorno all’erma si affollano due Amorini: l’uno reca la cista mistica contenente il fallo, l’altro ha appena svelato la stessa cista. In alto a destra si staglia l’immagine di due grandi cembali. Questo strumento musicale, associato di preferenza alle cerimonie in onore di Dioniso e di Cibele, la grande dea della Frigia (area della Troade, in Asia Minore) che di Attis fu la gelosa compagna, veniva anche utilizzato dagli iniziati al culto di Attis per bere durante il rito misterico.
I rilievi contengono molti elementi capaci di evocare l’atmosfera delle Attideia, le cerimonie che commemoravano la morte e la resurrezione di Attis, consorte e vittima della dea Cibele, introdotte dall’imperatore Claudio (41-54 d.C.) nel calendario romano. I lunghi e complessi rituali si svolgevano fra il 15 e il 25 Marzo in coincidenza e in rapporto con il rinnovamento della natura.
A Ercolano la familiarità con le divinità frigie è provata dall’esistenza di un tempio intitolato a Cibele/Magna Mater, restaurato nel 76 d.C. per diretto intervento dell’imperatore Vespasiano e dal rinvenimento di oggetti di artigianato in bronzo e in marmo riproducenti il giovane Attis.
Fonte: SAP