28 agosto 2006

CLASSICO POMPEIANO 2006

Teatro Grande di Pompei
3 - 20 settembre 2006 - ore 21.30
direzione artistica LAURA VALENTE

domenica 3 settembre
PASQUALE PANELLA
Cose tristi e d'amore
di e con Pasquale Panella, liberamente tratto da Ovidio prima esecuzione assoluta commissione Classico Pompeiano
"... è forse esilio la poesia... esilio e poesia: perdita e tormento...
e la felicità sfuggente... la lontananza, il lamento... esilio e poesia: condivisioni deinostri sentimenti più scontenti ... rimpianto, pentimenti e la malinconia...
se gioia, felicità e allegria si fanno vive è per prudenti tentativi titubanti, scettici, vili... c'è nell'esilio tutto ciò che non vorremmo fosse nella nostra vita ma di cui è piena la nostra poesia ... attraversiamo nei versi, quasi a nuoto, il dolore come fosse acqua fresca, un corso naturale, un'acqua, forse, la più incontaminata se, a bocca aperta, ne beviamo un sorso ...e avviciniamo la guancia a una spina come se fosse una guancia vicina... e tutto ciò che è perso trova nei versi il verso dell'esilio."
Pasquale Panella


giovedì 7 settembre
KAFE' TRA LE DUE GUERRE con Raffaella Fraioli, Massimo Masiello e Luca Mennella
I venticinque anni che intercorrono tra la fine della prima e l'inizio della seconda guerra mondiale costituiscono un momento di profonda transizione per la musica europea (e non solo). L'ipnotica danza dei Boléro di Ravel (1928), le composizioni tragico-ironiche di Kurt Weill (L'opera da tre soldi, guarda caso, pure è del 1928), la chanson francese (che ispirò anche Fauré, Debussy e Ravel), finanche la canzone napoletana (Tammurriata americana, Tarantella internazionale) risentono di un pensiero musicale che riesce a travolgere ogni trincea ideologica e culturale. "Kafè tra le due guerre" vuoi rappresentare un ideale viaggio in questo variegato panorama, che ricami un filo ideale tra i diversi generi e realtà sociali e culturali che si incontrano e scontrano in quel periodo. Un immaginario caffè letterario, sospeso nel tempo e nello spazio, dove si riuniscono ed esibiscono intellettuali, poeti, artisti, cantanti, attori e prime donne di differenti nazioni.
"Una commedia storica che non si attiene alla storia" recita il sottotitolo di questo lavoro teatrale considerato tra le opere più significative di Friedrich Dùrrenmatt, autore svizzero maestro nell'arte della "commedia nera". Protagonista della storia è Romolo Augusto, figura imbarazzante di ultimo imperatore di Roma, osservato nel suo ruolo di "strumento della storia", chiamato a calare il sipario sull'impero ormai agonizzante. Una trappola cui sfugge decidendo da sé il proprio destino: alleverà polli. Intelligenti ironie, che la regia di Roberto Guicciardini sa restituire con espressività, contando sulle grandi prove interpretative di Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini.


domenica 10 settembre
MARIANO RIGILLO
Romolo il grande
di Friedrich Dùrrenmatt regia di Roberto Guicciardini
con Mariano Rigillo e 4 Anna Teresa Rossini
nuova produzione .. "Progetto Grande Reggia"
direzione artistica Nunzio Areni
"Una commedia storica che non si attiene alla storia" recita il sottotitolo di questo lavoro teatrale considerato tra le opere più significative di Friedrich Dùrrenmatt, autore svizzero maestro nell'arte della "commedia nera". Protagonista della storia è Romolo Augusto, figura imbarazzante di ultimo imperatore di Roma, osservato nel suo ruolo di "strumento della storia", chiamato a calare il sipario sull'impero ormai agonizzante. Una trappola cui sfugge decidendo da sé il proprio destino: alleverà polli. Intelligenti ironie, che la regia di Roberto Guicciardini sa restituire con espressività, contando sulle grandi prove interpretative di Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini.


martedì 12 settembre
MARCO PAOLINI
Song 32
con Marco Paolini e i Mercanti di Liquore (Lorenzo Monguzzi, Piero Mucilli, Simone Spreafico) Inserti poetici di Luigi Meneghello, Federico Tavan
testi delle canzoni di Dino Campana, Ernesto Calzavara, Giacomo Noventa, Gianni Rodari, dei Mercanti di liquore e di Marco Paolini
disegno luci Andrea Violato
consolle luci Mania Giannobile
consolle audio Lorenzo Caperchi organizzazione e distribuzione Michela Signori
prodotto da JOLEFILM
Una sorta di concerto popolare, fatto di musiche originali composte ed eseguite dai Mercanti di liquore e testi in parte di poeti come Biagio Marin, Giacomo Noventa, Dino campana, in parte scritti da Marco Paolini, in parte tratti dalla vasta opera di ballate - filastrocche di Rodari.
"E' cominciato con un concerto dedicato all'acqua intesa come risorsa e non come merce. Abbiamo fatto tre giorni di prove partendo da qualche pagina di libro fotocopiata, qualche poesia, un po' di repertorio e musiche improvvisate più che pensate, che nascevano dall'istinto e dalla fretta oltre che dalla voglia di fare insieme questo concerto..."
Marco Paolini
Fin dagli anni '20 Joan Miro rimane colpito dalla pièce di Alfred Jarry Ubu Roi. Dalla sovrapposizione del personaggio farsesco quanto crudele nato dalla fantasia di Jarry con la figura storica del generale Franco, nascono dapprima una serie di litografie, quindi lo spettacolo teatrale Mori EI Merma (Merma muore), andato in scena solo nel 1978, tre anni dopo la morte del dittatore. Più che un atto d'accusa verso l'uomo, lo spettacolo è una farsa che prende di mira l'assurdità del potere e la forza della propaganda. Riprendendo i disegni del maestro catalano e la sua idea originale dello spettacolo, Joan Baixas ricrea Merma Non Muore Mai, una spettacolare parata contro la tirannia e la demagogia che utilizza forme, colori e figure farsesche disegnate originariamente da Mirò.


venerdì 15 settembre JOAN MIRO'
Merma non muore mai
a cura di Joan Baixas
dalla Tate Modern Gallery di Londra
in collaborazione con Elsinor Barcellona

Fin dagli anni '20 Joan Miro rimane colpito dalla pièce di Alfred Jarry Ubu Roi. Dalla sovrapposizione dei personaggio farsesco quanto crudele nato dalla fantasia di Jarry con la figura storica del generale Franco, nascono dapprima una serie di litografie, quindi lo spettacolo teatrale Mori EI Merma (Merma muore), andato in scena solo nel 1978, tre anni dopo la morte del dittatore. Più che un atto d'accusa verso l'uomo, lo spettacolo è una farsa che prende di mira l'assurdità del potere e la forza della propaganda. Riprendendo i disegni dei maestro catalano e la sua idea originale dello spettacolo, Joan Baixas ricrea Merma Non Muore I Mai, una spettacolare parata contro la tirannia e la demagogia che utilizza forme, colori e figure farsesche disegnate originariamente da Mirò.


Sabato 16 settembre
MICHELE PLACIDO
SAN CARLO SINFONIETTA Musica negli occhi
Le più belle colonne sonore della storia del cinema raccontate da parole e musica prima esecuzione assoluta.
C'era una volta il cinema, meravigliosa macchina di immagini, ma anche di musica e parole. C'era una volta il cinema, e un protagonista della scena, Michele Placido, ne racconta un pezzettodi storia in questo progetto originale realizzato insieme ai musicisti della San Carlo Sinfonietta. L'altro occhio è ormai quasi una nostalgia. Ci rimanda al Novecento e al suo tormentoso assillo dell'identità, quando l'uomo aspirava all'assoluto e scrutava ossessivamente se stesso con la lente della letteratura, della psicoanalisi, della musica e del cinema. "Musica negli occhi" è un itinerario elegante e prezioso nella memoria collettiva che il cinema ha regalato al pubblico di un intero secolo, quel Novecento che lo ha accolto come la sua nuova arte, come l'espressione più diretta della realtà e del sogno. Qui, complice la fantasia, titoli, frasi, battute, frammenti di colonne sonore si intrecciano secondo moti solo apparentemente casuali, in un gioco teatrale e musicale serrato e coinvolgente.


mercoledì 20 settembre
TANGERI CAFEORCHESTRA
Mediterraneo - II edizione
direttore JAMAL OUASSINI
Partecipano MONI OVADIA, FOUAD ALLAM, musicisti, danzatori, cantanti,
filosofi e letterati dei paesi mediterranei
"Tutto ciò che ha suoni neri è duende scriveva Federico Garcia Lorca, quando era ancora un giovanissimo pianista al seguito di Manuel De Falla "Ti deve bruciare il sangue come un topico di vetri, che prosciuga, che respinge tutta la dolce geometria appresa". Cercava di spiegarci, anche lui, il duende (letteralmente 'folletto'), il mistero gitano evocato dalla musica popolare, lo spirito di quell' Andalusia un po' araba ancora oggi evocata come raro esempio di tolleranza, scambio e convivenza delle fedi musulmana, cristiana ed ebraica, al centro di "Mediterraneo, Musica per la pace", giunto quest'anno alla sua Il edizione, incontro musicale e poetico tenuto a battesimo da Tahar Ben Jelloun e l'orchestra arabo-andalusa di Tangeri e che, come di consueto chiude il festival "Classico Pompeiano". "Era l'epoca dell'Andalusia felice, in cui ebrei e musulmani, ospiti della Spagna cristiana, facevano poesia e musica in simbiosi e complicità eccezionali. È attraverso l'arte che i popoli dialogano, si conoscono e riconoscono spiegava l'anno scorso lo scrittore marocchino, autore de "Il razzismo spiegato a mia figlia", che per quest'occasione ha voluto accanto altre voci impegnate nell'esportare un Mediterraneo accogliente, tollerante e meticcio, come spiegherano poeti e scrittori, politici e opinionisti che da anni osservano e descrivono piaghe ormai storiche della modernità: terrorismo, immigrazione, povertà dei popoli del Sud. La parte musicale è tradizionalmente affidata all'Orchestra arabo-andalusa di Tangeri, diretta da Jamai Ouassini.

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Info: Azienda Autonoma di Cura Soggiorno e TurismoVia Sacra 1 - 80045 Pompei - Tel 081 850 7255 - Fax 081 8632401

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