POMPEI GLI ARCHEOLOGI A BONDI NO ALLA PRIVATIZZAZIONE - Agenzia di stampa Asca
(ASCA) - Roma, 16 apr - ''Seguiamo con preoccupazione l'annuncio del Ministro Bondi di voler affidare Pompei ad una fondazione e di auspicare l'ingresso dei privati nella gestione del sito''.
Lo afferma il presidente nazionale dell'Associazione Nazionale Archeologi, Tsao Cevoli, che aggiunge: ''Il parallelo richiamato dal Ministro con il caso di Ercolano e' del tutto fuori luogo: li' il miliardario americano Packard e' intervenuto per aiutare economicamente un sito in difficolta'. Da generoso e disinteressato mecenate con il suo sostanzioso contributo economico sta sostenendo importantissimi progetti di restauro e valorizzazione del sito, senza ricavarne alcun profitto ne' esautorare la Soprintendenza, anzi sostenendola''.
''Nel caso di Pompei si prospetta tutt'altro: ''il ministro Bondi -dice Cevoli- parla del coinvolgimento di banche italiane e internazionali e grandi gruppi. E' ovvio che non si tratta di soggetti disinteressati. Essi non interverranno a Pompei per sostenerla, ma per ricavarne dei profitti. Si prospetta, insomma, una ennesima privatizzazione del patrimonio culturale italiano sul modello Alitalia: i costi, come gli stipendi dei custodi, resteranno a carico dei cittadini italiani, mentre i profitti andranno alle banche e alle multinazionali. Chiediamo al Ministro di chiarire al piu' presto i dettagli dell'operazione e le misure che intende adottare per scongiurare questo rischio''.
''Il quadro e' completato dalla proroga del Commissariamento, che a Pompei come ovunque, continua a svuotare delle loro funzioni le Soprintendenze e derogare alle norme del Codice degli appalti pubblici e del Codice dei Beni Culturali, abbassando il livello di guardia della tutela'' afferma C evoli che conclude: ''In Italia si sta lentamente consumando il disimpegno dello Stato nella tutela e nella gestione dei beni culturali diffusi sul territorio, mentre i fiori all'occhiello l'uno dopo l'altro stanno passando nelle mani dei privati. Essendo Pompei il sito archeologico piu' visitato d'Italia, e' ovvio che i suoi introiti fanno gola a molti''.
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